Fulvio Sain

Fulvio Sain

Ho iniziato giovanissimo lo studio della chitarra classica sotto la guida del maestro Giorgio Tortora, per poi diplomarmi presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli.

Ho partecipato a numerosi corsi di perfezionamento sia solistici che per musica d’insieme tra cui quello col maestro compositore francese Roland Dyens, col maestro Aniello Desiderio e con i maestri Marco Tamayo, Hubert Kaeppel, Giorgio Tortora, Stefano Viola e Pierluigi Corona. Sono sempre stato interessato alle nuove correnti musicali dedicandomi con successo ad una lunga serie di attività che spaziano dalla musica classica, fino ai più nuovi linguaggi contemporanei che mi vedono protagonista anche in formazioni jazz e rock. Sono uno dei membri fondatori del Quartetto di chitarre “Athanor”, e recentemente sono stato protagonista di una serie di concerti che mi hanno valso il plauso sia dal pubblico che dalla critica specializzata; sempre con il quartetto ho eseguito ed inciso in prima esecuzione mondiale il brano “Races, Sliwowitz & anomalous Smiles” del maestro Giorgio Tortora e nel 2017 abbiamo registrato il nostro primo CD. Sottolineo anche altre sei incisioni discografiche col gruppo musicale “Tempesta”, di cui sono cantante chitarrista, conosciuto e attivo in ambito regionale e nazionale, suonando come supporto (in eventi live) a gruppi del calibro di: Garden Wall, Vision Divine, Eldritch, Pino Scotto, Strana Officina, Bulldozer, ecc.

Ex membro della “Gorizia Guitar Orchestra” ho tenuto concerti in Italia e all’estero (Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Montenegro).

Insegno chitarra classica e moderna in diverse scuole di musica della provincia di Gorizia e Udine.

La didattica è la scienza della comunicazione e della relazione educativa. L’oggetto specifico della didattica è lo studio della pratica d’insegnamento, quindi un progetto mirato, razionale: è un vero e proprio “congegno sociale” mirato e strutturato in un progetto educativo.

Penso che offrire ai ragazzi l’opportunità di appassionarsi alla musica, anche solo per un periodo della vita, sia doveroso, poiché in tal modo offriamo loro la possibilità di acquisire un linguaggio espressivo, prezioso anche nel loro futuro di adolescenti per entrare in relazione con gli altri e comunicare. Per i nostri ragazzi (e per i futuri adulti) è l’occasione per stare insieme, non più solo virtualmente (social network), ma con un progetto di attività concreta: il fare musica.

Questo tipo di offerta formativa è fondamentale nei casi di dislessia. Lo studio della musica, infatti, coinvolge le due metà del cervello e come esperienza multisensoriale potenzia i meccanismi neurali, importanti anche per il linguaggio.

Fulvio Sain